24 marzo: ricordando i Missionari Martiri – 33 anni di fede vissuta fino al sacrificio

Ogni anno, il 24 marzo, la Chiesa celebra la Giornata dei Missionari Martiri, un momento di riflessione e preghiera per tutti coloro che hanno donato la propria vita nell’annuncio del Vangelo e nel servizio ai più bisognosi. La scelta della data non è casuale: è il giorno in cui, nel 1980, Sant’Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, venne assassinato mentre celebrava la Messa, per il suo impegno a difesa dei poveri e degli oppressi. Questa giornata non è solo un ricordo, ma un invito ad interrogarsi sulla propria vocazione alla giustizia e alla carità.

Il martirio come testimonianza di giustizia

Molti missionari hanno perso la vita perché hanno scelto di difendere i deboli, denunciare le ingiustizie e portare speranza nelle periferie del mondo. Il loro sacrificio è una testimonianza di una fede vissuta con coerenza e coraggio, che si fa voce per gli ultimi e mano tesa verso chi soffre.

In un mondo segnato da conflitti, disuguaglianze e violenze, la memoria di questi martiri è un monito affinché nessuno chiuda gli occhi davanti alle ingiustizie e affinché ciascuno, nel proprio contesto, possa essere segno di speranza e strumento di pace.

Il legame con il carisma camilliano: il martirio della carità

L’Ordine dei Camilliani si distingue proprio per il suo quarto voto: l’assistenza agli ammalati anche a rischio della propria vita. Questo impegno si traduce in una vera e propria forma di martirio, che la famiglia camilliana chiama “martirio della carità”.

Nel corso della storia, molti camilliani hanno perso la vita nel servizio agli ammalati, specialmente durante le epidemie e le crisi sanitarie, scegliendo di restare accanto ai sofferenti fino alla fine. La loro testimonianza è il riflesso di un amore che supera la paura e che si fa dono totale.

Fratel Leonardo Grasso: un esempio moderno di martirio della carità

Uno degli esempi più recenti di martirio della carità è quello di Fratel Leonardo Grasso, camilliano ucciso nel dicembre 2020 mentre assisteva persone in difficoltà.

La sua storia è quella di un uomo che ha compiuto una scelta radicale. Dopo una vita nel commercio, tra viaggi e successi professionali, a 50 anni ha deciso di consacrarsi al servizio dei malati. Con il desiderio di vivere la propria fede nell’aiuto concreto agli ultimi, ha abbracciato il carisma camilliano e ha fondato la Tenda di San Camillo a Riposto (Catania).

Qui, per 25 anni, ha accolto e curato persone affette da AIDS, senzatetto e individui con storie di estrema marginalità. Il suo impegno non si limitava all’assistenza medica, ma puntava a restituire dignità e speranza a chi era stato abbandonato dalla società. Con un amore senza riserve, Fratel Leonardo ha creato una famiglia per chi non ne aveva più una.

La missione della Tenda di San Camillo

Per Fratel Leonardo, la Tenda di San Camillo non era solo un luogo di accoglienza, ma un vero rifugio per gli invisibili. Qui, persone con dipendenze, malati di AIDS e senza dimora trovavano cure, ascolto e calore umano. Ogni giorno, con instancabile dedizione, donava tempo e attenzione a chiunque varcasse la soglia di quella casa.

Il sacrificio e l’eredità di Fratel Leonardo

Il 5 dicembre 2020, Fratel Leonardo è stato brutalmente ucciso in un incendio doloso appiccato da un ospite della comunità. Un gesto tragico che ha scosso profondamente la comunità camilliana e tutti coloro che lo conoscevano. Il suo martirio della carità non si è spezzato con la sua morte, ma continua a vivere nell’impegno di chi porta avanti la sua opera.

Il suo sacrificio ci ricorda che la santità è un cammino quotidiano fatto di piccoli e grandi gesti di amore, specialmente verso chi è più fragile. La sua vita è una testimonianza di quella carità radicale che non si ferma di fronte al rischio, ma si dona completamente.

Riflessione: il nostro ruolo oggi

Ricordare i missionari martiri e i martiri della carità significa interrogarci sul nostro modo di vivere il Vangelo: se siamo disposti a metterci in gioco per difendere chi è più fragile e come possiamo portare giustizia e speranza nei luoghi in cui viviamo e nelle nostre azioni quotidiana. Per questo questa giornata non è solo una memoria, ma una chiamata alla missione: essere testimoni di speranza nei luoghi di sofferenza e operatori di pace nel nostro mondo

📖 “Non basta curare i corpi, dobbiamo guarire i cuori.” – Questa frase, che riassume lo spirito di Fratel Leonardo Grasso, continua a vivere nell’impegno camilliano al fianco degli ultimi. Il suo sacrificio ci ricorda che la carità vera è senza riserve: non si misura, non si limita, ma si dona completamente.